martedì 8 febbraio 2011

martedì 1 febbraio 2011

il mio Viaggio...su viaggiovero.com













Sono contentissima…Cristiano di Viaggiovero.com ha accettato di pubblicare sul suo fantastico sito di viaggi il racconto del mio Viaggio in Africa a puntate.
Ieri è uscito il primo articolo…


Mi raccomando non perdetevene nessuno!

mercoledì 12 gennaio 2011

il mio Viaggio














8000 km

30 posti di blocco

14 gg

7 stati

5 drivers

4 frontiere

2 multe

1 gomma bucata

1 fiat punto

Questo in sintesi il Viaggio, con la V maiuscola.

Prima sognato, desiderato, atteso, pianificato.

Poi toccato, odorato, gustato, udito e osservato… da un finestrino.

Un finestrino dietro al quale cambiano velocemente paesaggi e colori; un finestrino attraverso il quale filtrano raggi di sole sempre più caldi.

Si scende e il colore della pelle della gente è sempre più scuro, quello degli abiti via via più vivace.

Si scende e dai castigati veli delle donne si passa a vistosi copricapo portatutto.

Si scende e via via il finestrino diventa sempre più sporco, anche lui vissuto. Prima salsedine, poi sabbia, poi terra. Ma, su tutto, le impronte delle piccole mani dei bambini. Dal Marocco al Mali cambiano i tratti somatici, ma non il loro sguardo. Uno sguardo curioso tanto quanto il nostro verso di loro, curioso di scoprire per loro l’altro mondo, quello bianco, occidentale, ricco…per loro ora tutto racchiuso in una stramba fiat punto che senza motivo apparente macina kilometri sulla loro terra.

In questo momento non ci divide un oceano, né tanto meno un muro, ma solo un sottilissimo finestrino.

Cerchiamo di abbassarlo per ascoltare, sentire e vedere meglio. Ma in 14 giorni è difficile. Cerchi di respirare a pieni polmoni, di vedere lontano con un teleobiettivo, di catturare particolari con una videocamera. Ma è uno scendere in punta di piedi, un mordi e fuggi.

Eppure qualcosa ti scuote, ti emoziona, ti fa riflettere e ti riempie.

Ed è questo il senso, il significato del viaggio, del mio Viaggio. Ed è anche la risposta a chi mi chiede e mi ha chiesto il motivo di questa avventura.

Viaggio per la voglia di conoscenza, di esplorazione, fuori e dentro me stessa, perché solo così riesco a conoscermi meglio.

Solo quando sono in viaggio riesco a fare ogni cosa non perché devo, ma perché voglio, non come un automa, ma con passione ed entusiasmo.

Viaggio perché mi sento libera e viva, ed è una sensazione bellissima, oltre che una incontrovertibile necessità del mio essere.

E’ una droga, libera e legale, ma pur sempre una droga.

Ed io ho non ho nessuna intenzione di smettere.

martedì 11 gennaio 2011

Sono tornata...

Dopo 15 giorni in continuo movimento e sempre in allegra compagnia è dura rimanere sola con i miei pensieri, seduta su un aereo che mi sta riportando a casa.

Analisi e considerazioni. Tanti anni fa questo era il titolo costante delle tesine di scienze al liceo.

Non riesco a fare un bilancio, non lo si può fare, non è tempo. Solo riflessioni.

Sono partita con uno zaino pieno di tecnologia e un borsone come sempre troppo pesante, in compagnia di 4 persone che conoscevo appena.

Sono tornata con gli stessi bagagli, più sporchi e consumati, e con degli amici in più, credo e spero.

Durante il viaggio ho lasciato timori e perplessità e sono tornata con un pezzo di mondo nuovo per me, negli occhi e non solo.

Sono tornata con immagini e sensazioni forti, che purtroppo giorno dopo giorno andranno sgretolandosi lasciando il posto a vaghi ricordi, tenuti in vita da foto e filmati.

Sono tornata con la solita malinconia che mi accompagna alla fine di ogni viaggio. Per quello che lascio e quello a cui faccio ritorno, consapevole che non potrei apprezzare l’uno senza l’esistenza dell’altro.

Sono tornata con uno strano senso di inquietudine…lo stesso che la quotidianità appiattisce e sbiadisce, ma immancabilmente si fa sentire in questi momenti di introspezione.

Sono tornata con qualche dubbio in più e qualche certezza in meno…ma ce n’è una che per fortuna non mi lascia mai: il mondo, così come la vita, è una cosa meravigliosa.

giovedì 2 dicembre 2010

diario di viaggio - scozia on the road


Scozia on the road

Aprile 2008: io e la mia collega Sara decidiamo di organizzare un tour della Scozia fai da te.. Lonely Planet alla mano, racconti di viaggio, internet e via con la preparazione, mentre i nostri consorti guardano telefilm in tv.

Stabilito sommariamente l’itinerario di viaggio siamo partite nella ricerca di voli, auto, traghetto e B&B, il tutto all’insegna del risparmio economico naturalmente. La scelta è caduta per il volo sul Ryanair Roma – Londra Stansted, noleggio macchina alla Hertz (convenzionato Ryanair direttamente sul loro sito), e volo di ritorno sempre Ryanair Glasgow – Roma con riconsegna dell’automobile a Glasgow.

Per quanto riguarda il pernottamento abbiamo trovato tutti i B&B su internet, alcuni segnalati sulla guida, altri in racconti di viaggio, altri per caso, ma devo dire che ci siamo trovati quasi sempre bene (tranne nella guest house di Glasgow, e a Thurso, una vera bettola). Siamo stati accolti da coppie di signori sempre gentilissimi che affittano ognuno al massimo 3 o 4 stanze, probabilmente quelle dei figli ormai grandi al college. Camere pulite, colazioni abbondanti e gustose, e proprietari sempre disposti a darci informazioni e suggerimenti per il nostro viaggio.

La spesa è stata di 1400 euro circa a persona, compresi souvenir, cene fuori tutte le sere e con la sterlina a 1,4. Abbiamo risparmiato molto sul volo e sulla macchina ammortizzando la spesa su 4 persone; la spesa media per dormire è stata intorno alle 25 sterline.

Il nostro viaggio è iniziato dall’Inghilterra, dove però ci siamo fermati solo nella piccola e curata cittadina di York, per non affrontare subito una lunga marcia in macchina, visto anche la guida a sinistra (su cui i nostri uomini si sono destreggiati molto bene, e per fortuna! essendo questo il loro unico compito!!).

Il nostro tour della Scozia fai-da-te inizia il giorno successivo da Edimburgo. Parcheggiata l’auto nel B&B andiamo alla scoperta della città utilizzando il bus che passa proprio davanti al nostro alloggio. Sta per iniziare il festival e i preparativi fervono. La temperatura è gradevole, tanto che è l’unica tappa della vacanza in cui riesco a non indossare la giacca a vento antipioggia. In due giorni visitiamo le principali mete turistiche: il castello, la Royal Mile, Calton Hill… Per i pasti serali ci affidiamo alla guida e andiamo da Mussel’s Inn (da cui andremo anche a Glasgow) e in un pub molto carino, Monster Mash, in cui facciamo conoscenza con il mitico Fish&Chips.

Il 6 Agosto sotto una pioggia battente ci rimettiamo in viaggio e dopo esserci fermati appena fuori Edimburgo, nel pittoresco villaggio di Cramond, ci dirigiamo verso Stoneheaven. Finalmente lasciamo il paesaggio urbano per avere un assaggio di quello scozzese. Da questo momento in poi le strade spesso sono a senso unico con delle piazzole in cui accostarsi per far passare la vettura che sopraggiunge nel senso di marcia contrario. Intorno tanto verde ravvivato qua e là da alcune zone viola, colore del fiore tipico di queste colline, l’erica, ma anche diversi animali come pecore e mucche. Non è insolito doversi fermare e scendere dalla macchina per cercare di far spostare delicatamente il bestiame!

Arriviamo a Stoneheaven nel pomeriggio, giusto in tempo per andare a visitare l’incantevole castello Dunottar, il quale sorge in cima ad una scogliera. Più che un castello si tratta di rovine,ma davvero suggestive, tanto da essere state set del film Amleto di Zeffirelli. In pieno clima scozzese lo visitiamo sotto la pioggia, e sempre sotto la pioggia non riusciamo a resistere alla tentazione di scendere e arrivare fino al mare azzurro che lambisce le rocce. E’ qui che si consuma la prima scivolata storica della vacanza…la mia naturalmente!!

Il giorno successivo inzia con un’abbondante colazione e subito in marcia verso la prossima meta: Inverness e il lago di Lochness! Ormai scorrazziamo a nostro agio tra le Highlands: lasciamo il mare e ci dirigiamo verso l’interno. E’ difficile non rimanere affascinati dai paesaggi che si susseguono; per questo spesso accostiamo nelle aree di sosta fermandoci ad ammirare e fotografe scorci di ruscelli, torrenti o strani volatili. Prima di raggiungere Inverness ci dirigiamo più a sud verso Fort Augustus, graziosa e pittoresca cittadina situata all’estremità meridionale del famoso lago di Lochness. Ci fermiamo ad ammirare il navigare dei battelli lungo il Caledonian Canal, che si solleva e si abbassa di 13 metri grazie all’uso di una scala costituita da cinque chiuse consecutive. Fortunatamente c’è il sole e il canale si riempie di gente e di strani personaggi in kilt che attraggono turisti. Costeggiamo quindi il lato orientale del lago, il più caratteristico e tranquillo, e più volte ci fermiamo ad ammirare il paesaggio con le sue innumerevoli forme e colori, ma purtroppo del mostro nessuna traccia!! Deve essersi spaventato vedendo i nostri uomini, ahah!!

Siamo arrivati all’8 Agosto: sveglia presto e via a prendere il traghetto con direzioni Isole Orcadi. Avevamo già acquistato dall’Italia sui rispettivi siti sia il viaggio di andata con la North Link Ferry sia quello di ritorno con la Pentland Ferries , con trasporto di automobile compreso e tutto è filato liscio. Sbarcati dalla nave il paesaggio è un po’ diverso da quello a cui ci eravamo abituati negli ultimi giorni: lunghe distese di alte scogliere che si immergono in spiagge di sabbia bianca. Queste isole sono piene di siti archeologici: noi visitiamo Skara Brae, villaggio preistorico anteriore alle piramidi, Ring of Brodgar, un ampio cerchio di monoliti, Maes Howe, una tomba a tumulo accessibile con visita guidata (45 minuti in una tomba alta nemmeno 7 m e larga 35…a voi la scelta!!). Girando l’isola in lungo e largo attraversiamo anche Kirkwall, dove tra stradine lastricate e viottoli tortuosi erge maestosa la St Magnus Cathedral, ammiriamo i Faraglioni di Yesnaby, visitiamo the Italian Chapel, piccola cappella costruita dai detenuti italiani durante la seconda guerra mondiale. Alloggiamo in un B&B carinissimo a St Margaret Hope, sulla costa nord-est dell’isola. Il paesaggio intorno è da cartolina: una bellissima baia che sembra disabitata…ma quando poi andiamo a cercare un ristorante per mangiare scopriamo invece dove si sono nascosti tutti! Dopo aver cenato ammiriamo il tramonto (intorno alle 22) sulla riva del mare, in compagnia di una ragazzina che si diverte a scovare i granchi fra le rocce.

Dopo le Orcadi ritorniamo sulla terraferma. Trascorriamo una non piacevole notte a Thurso per poi riprendere il viaggio con destinazione Ullapool. Ci aspettano diversi km, ma nonostante questo decidiamo di percorrere la strada costiera: il panorama infatti non ci delude e durante il tragitto diverse sono le nostre soste. E’ impossibile infatti resistere alla tentazione di fare una passeggiata su una spiaggia bianchissima e deserta. Troviamo persino un furgoncino che vende tramezzini con salmone e altro pesce azzurro freschissimo: in fondo non è poi così disabitata la zona e come pranzo è perfetto. Ci imbattiamo anche in una grotta molto caratteristica che non possiamo fare ameno di visitare naturalmente. Procediamo cosi fino a raggiungere Ullapool, piccola cittadina delle Highlands che ha come principale attrazione il porto turistico. Qui ci aspetta un incantevole B&B, con altrettanto incantevoli gestori, i quali ci consigliano per la sera un ottimo ristorante di pesce. Ottimo è anche il vino, tanto che alla fine per smaltirlo io e Sara decidiamo di fare una partita a calcetto con palla e avversari immaginari in un campetto libero. Il giorno dopo, con una buonissima colazione sullo stomaco (che quasi sempre sostituisce anche il nostro pranzo, a meno di piccoli spuntini), ci rimettiamo in marcia. Il nostro itinerario prevede come prossima tappa l’isola di Skye, dove abbiamo in programma di fermarci per ben due notti. Nonostante sia un’isola (lunga 77 km) è raggiungibile via terra tramite un ponte e una strada statale (oggi non più a pagamento). Prima di arrivare, sull’arteria principale che porta a Skye ci fermiamo a visitare uno dei castelli più belli della Scozia: l’Eilean Donan Castle, famoso anche per essere apparso in diversi film tra cui Higlander. Costruito per la prima volta nel 1220 come baluardo di difesa contro i vichinghi, è stato poi distrutto e ricostruito diverse volte nel corso della storia, per essere riaperto definitivamente nel 1932. Oggi è possibile visitarlo interamente e non lasciatevi sfuggire questa occasione: già percorrere il ponticello per raggiungerlo è una grande emozione.

Lasciato il castello raggiungiamo l’isola di Skye: il paesaggio che ci accoglie è fantastico, un insieme di scorci marini e montani. Alloggiamo come sempre in un carinissimo B&B arroccato su una collina, mentre per la cena scegliamo un ristorantino francese molto minimale ma con dei buonissimi piatti ricercati. Il giorno seguente giriamo un po’ l’isola e decidiamo di andare a visitare le distillerie del Talisker. Siamo in Scozia e non è possibile prescindere dalla visita di almeno una distilleria, nonostante nessuno di noi sia appassionato di whisky. L’azienda è piccola e si respira un’aria familiare: è difficile pensare che le bottiglie di questi torbati che beviamo anche nei nostri pub arrivino proprio da qui. Dopo la visita con degustazione e acquisto di vari souvenir ci dirigiamo verso la Talisker Bay: una bellissima baia raggiungibile dopo una mezz’ora di camminata ma anche in questo caso, nonostante le mie solite lamentele, ne vale la pena. Il paesaggio è molto suggestivo, e soprattutto incontaminato. Nel pomeriggio visitiamo il centro dell’isola, caratterizzata dal susseguirsi di case variopinte. Incontriamo anche la banda del paese, con le classiche cornamuse e tutti indossano il kilt naturalmente. Bellissimo! Per cena ci fermiamo in un ristorante sulla strada principale, molto carino e il personale gentilissimo, tanto che non ci farà pagare uno dei due fegati di agnello che io e Massi abbiamo ordinato per sbaglio non avendo capito che si trattasse di fegato! Ora non dimenticherò più il significato di liver…per fortuna Sara mi offre metà del suo enorme fish&chips.

E’ il 13 Agosto: a malincuore lasciamo quest’isola incantevole e ci dirigiamo verso Fort William. Lungo la strada vediamo le indicazioni di una seggiovia per raggiungere il Ben Nevis, la montagna più alta delle Isole Britanniche: come si può non fermarsi! Acquistiamo i biglietti per la cabinovia e saliamo su tra ragazzi che caricano anche le loro mountain bike. Giunti in cima ci sono dei rifugi e diversi percorsi di trekking: scegliamo fortunatamente, sotto la mia pressione, la passeggiata più breve e dopo una mezz’oretta arriviamo in un punto da cui c’è una vista spettacolare. Il tempo di fare qualche foto e mangiare un panino che dobbiamo tornare velocemente indietro in quanto un acquazzone è in agguato. Riprendiamo la strada per la cittadina e per il nostro B&B: lo troviamo molto facilmente ed è molto accogliente e carino, a parte il fatto che si trova vicino ad un’agenzia funebre. La sera facciamo una passeggiata per il centro che è molto frequentato: Fort William infatti è il centro abitato più grande delle Higlands occidentali. Ceniamo in un pub molto carino, dove ci scambiano per una squadra di velisti (visto le nostre giacche a vento rosse tutte in tinta!).

Il giorno successivo lasciamo definitivamente le Highlands e ci dirigiamo verso Stirling, situata a 50 km ovest di Edimburgo.La cittadina è molto carina e le attrazioni turistiche principali sono il Wallace Monument, monumento innalzato in onore di William Fallace, grande patriota scozzese che sconfisse gli inglesi nel 1297, e il castello medievale, che domina il centro storico.

La vacanza volge al termine: è ferragosto e noi ci dirigiamo verso Glasgow, ultima tappa di questo fantastico viaggio on the road. Forse è il luogo meno bello di tutti quelli visitati e per questo siamo ancora più tristi, senza aggiungere che la specie di hotel in cui dobbiamo trascorrere le ultime due notti è una vera bettola. Visitiamo la città sommariamente e senza troppo entusiasmo: passiamo per George Square e Merchant city, ma solo la Cattedrale ci colpisce veramente. Ceniamo dopo 15 giorni in un ristorante italiano e a parte il tiramisù che non è un tiramisù la pizza non è male. Salutiamo così un paese incantevole, popolato da gente incantevole. Abbiamo infatti incontrato sempre persone molto disponibili e desiderose di darci buoni consigli per la nostra vacanza. Il clima non è stato poi così male: temperature intorno ai 18 gradi e pioggia solo in alcuni giorni.

Visitate la scozia, e a mio avviso on the road è il modo migliore per ammirarne il paesaggio e assaporarne almeno in parte la sua anima.

venerdì 29 ottobre 2010

Barilla...a casa nostra!


E dopo Voiello…arriva anche Barilla! Stavolta non è merito mio ma della mia collega Sabrina che ha vinto una cena per 8 persone cucinata in casa da uno chef…e quale casa migliore della mia (e di Massi) per queste serate mangerecce??!! Naturalmente ci siamo offerti volontari!
Ore 17.30 inizia ad arrivare il primo omino tuttofare barilla addetto alla preparazione. Tovaglia, piatti, bicchieri, posate e la tavola è imbandita! L’omino ha portato anche acqua, vino, gli ingredienti per la serata e pentole e attrezzi vari necessari per la preparazione della cena.
Tra un ospite e un altro alle 18 finalmente arriva lo chef con tanto di aiutocuoco ed è niente popòdimeno che… Renato Bernardi, cuoco che spesso si vede a GEO&GEO (in realtà io non lo conoscevo e avrei preferito Simone Rugiati eheh) e quella che poi a fine serata avremmo scoperto essere la moglie.
Subito iniziano a preparare la cena mentre noi spiamo ed estorciamo consigli su quale pentole e padelle usare e altre dritte culinarie. Impostato il tutto si interrompono e lasciano spazio a Fabio, uno degli ospiti, che dovrà cimentarsi in una prova di cucina. Prepara un ottimo primo piatto, linguine ai calamari con pan grattato al profumo di limone, che riceve i complimenti ( e non sappiamo quale voto) dallo chef. Questa prova infatti fa parte di una gara di cucina nazionale, la cui finale avverrà a Roma il 28 novembre…speriamo quindi che il nostro Fabio ce l’abbia fatta!
Terminata questa prova riprendono a cucinare la nostra cena e da là a poco iniziamo a mangiare anche noi!!
Ecco il menu:

* involtini di bresaola con caprino su verdure croccanti all’aceto balsamico
* fusilli al pomodoro fresco, capperi, acciughe al profumo di agrumi
* bavette al pesto genovese con patate, fagiolini e gamberi
* crema di mascarpone al miele e pistacchi con pavesini

I piatti non sono abbondanti ma alla fine ci saziamo. La cena nel complesso non è stata male (lo chef ci spiega che con gli ingredienti a disposizione non poteva fare di più), ma soprattutto è stata divertente!
Peccato solo che l’omino tuttofare non abbia pulito la cucina cosi come doveva essere (ha portato sì via tutte le stoviglie sporche, pentole etc ma senza ripulire la cucina messa a soqquadro dagli artisti).

Che dirvi…comprate 4 pacchi di pasta barilla e giocate anche voi! E non mancate agli appuntamento di casa barilla…io ci sarà il 28 novembre a Roma dove farò…non la cuoca ma… il GIURATO! meglio no? ;-)

domenica 30 maggio 2010

1000 vele per Garibaldi /1

Sabato 29 maggio ore 10:15, vele spiegate e via…al segnale del comitato di regata si parte da Fiumicino. Siamo in 10 imbarcazioni, nonostante la manifestazione si chiami “1000 vele per Garibaldi”. Il cielo è nuvoloso e il vento non molto forte, sui 10 nodi, ma inizia subito a fare freddino. Il mio turno di guardia e timone (in realtà pilota automatico) va dalle 12 alle 16, intervallato da un aperitivo con panzanella e pranzo con orecchiette al pesto (che poi si faranno sentire per tutto il giorno). Prendo veramente un sacco di freddo…anche perché non sono abbastanza coperta ma non avrei mai pensato che la temperatura sarebbe scesa cosi tanto. Quindi non appena giungono le ore 16 me ne scendo sottocoperta e mi tuffo nella mia cabina sotto al sacco a pelo e mi sparo un pisolino fino alle 19 circa. Tutto prosegue tranquillo e nonostante il freschetto risalgo sopra dove il mal di mare decisamente si soffre di meno. Di nuovo aperitiviamo con pane casereccio condito con pomodoro e alici, il tutto accompagnato dal vinello dei colli albani acquistato da Paola al supermercato, che poi è l’unica a non berlo e nemmeno a mangiare visto che sta male e già da diverso tempo. Resistiamo fino alle 22 dopodichè noi donne ci ritiriamo:io nella cabina di prua, Paola sul divanetto centrale visto che soffre molto più di me. Dormiamo tranquillamente fino alle 4 quando vengo svegliata dai continui sobbalzi: non voglio morire da sola, né tantomeno con la testa schiacciata così mi trasferisco sul divanetto vicino a Paola. Da qui inizia una sofferenza che terminerà alle 10 della mattina. Il vento è forte e il mare è grosso e fuori fa un freddo glaciale. Gli uomini poverini non dormono niente e cercano di domare la barca, anche se sono costretti a cambiare rotta. Il vento infatti ci viene contro cosi come l’onda, quindi dobbiamo deviare il percorso e purtroppo non riusciamo a raggiungere a La Maddalena. Abbiamo veramente ballato: ho provato ad alzarmi diverse volte, anche per andare in bagno, ma la nausea ogni volta era troppo forte e solo alle 10 del mattino riesco ad alzarmi. La notte quindi trascorre tra salti, avvisi di burrasca alla radio e varie richieste di aiuto da altre imbarcazioni. Finalmente si vede terra, anche se non quella dell’arcipelago: approdiamo cosi al porto di marina di portisco, che sinceramente non so nemmeno dove sia, ma l’importante è toccare TERRA!Ora siamo “prigionieri” in questo porto: il tempo infatti non promette niente di buono e probabilmente forse solo martedì riusciremo a aprtire per raggiungere la destinazione iniziale. Abbiamo saputo che delle 10 barche per ora ne sono arrivate solo 2, le altre 8 compresi noi , siamo attraccati in porti diversi. Speriamo almeno che domani ci sia il sole visto che comunque ci sarà molto vento…

A presto con gli aggiornamenti!

domenica 2 maggio 2010

A cena da...Voiello!



Giovedì 29 Aprile, tutti a cena da Voiello. Tema della serata: abbinamento pasta&vino. Intanto vi chiederete come ho fatto ad essere invitata...Semplice!Una specie di concorso che premiava chi lasciava un commento sul proprio amore per la pasta nella pagina di Facebook di Voiello. Ottenuto l'invito naturalmente ho fatto giocare anche amici e parenti...e alla fine eravamo in 8 alla fantastica serata. La location è stata un ristorante carino al centro di Roma, Grappolo d'oro Zampanò, in cui sicuramente tornerò per provare la decantata carbonara della cuoca!
Dopo aver firmato una liberatoria per foto e video ci accomodiamo e dopo poco inizia una presentazione dapprima della voiello, del nuovo sito etc e poi una spiegazione, condotta da una sommelier, su come abbinare il vino ai cibi e in particolare alla pasta. Molto interessante.
Ma la parte migliore inizia alle 21, quando ci trasferiamo nella sala attigua e prendiamo posto ai tavoli per iniziare la cena...e che cena! Questo il menù:
Antipasti misti della casa
Vermicelli con gallinella e santoreggio
-Perdaudin Roero Arneis
Fusilli bucati corti alle sarde e finocchietto - Occidens, Terzavia Renato De Bartolis
Schiaffoni con ragù di agnello al rosmarino -
Cagnulari, Isola dei Nuraghi
Tortino di ricotta con scaglie di cioccolato,scorzette di arancia e pan di spagna allo strega
- Malvasia Sole, Azienda Conti Zecca

Pietanze molto buone, in particolare ho apprezzato gli schiaffoni ma anche i fusilli per l'originialità. I vini buoni e di qualità ma non tanto di mio gusto.
Alla fine della cena ci hanno anche regalato pacchi di pasta Voiello della serata, un pacco di spaghetti lunghissimi e un grembiule.
Davvero un'iniziativa carina e divertente.
Ora sul blog Voiello aspettiamo l'e-book con le ricette della serata.

Grazie Voiello.

venerdì 30 aprile 2010

Iron Man...anzi Woman!



Era tanto che non scrivevo sul blog.
Perché?
Non so…so solo che ci sono periodi in cui ho voglia di scrivere, anzi ho bisogno di farlo, e altri meno. Ora sono in una fase intermedia..quindi mi faccio coraggio e visto che avevo preso questo impegno cerco di continuare.
Come sempre vi racconto una delle tante esperienze in cui mi tuffo…perché non so se l’avete capito ma ferma non ci so stare.

Fra le tante attività ludiche sono iscritta (ancora per poco) alla palestra Virgin della mia zona, dove per il we del 17/18 aprile hanno organizzato una sorta di gara: l’IRON MAN:
Secondo voi mi sono iscritta? Naturalmente!
La gara consisteva in 3 prove: sollevamento pesi su panca piana, 3 km di corsa sul tapis roulant, 25 metri stile libero.
Naturalmente ho iniziato subito ad allenarmi, poco sui pesi ( e si è visto), più sulla corsa (perché vedevo la gente morta dopo 1 km e non era il caso di presentarsi così) e meno sul nuoto, perché dopo diversi anni in piscina ero già allenata.
Il giorno della gara ero un po’ agitata: leggendo nel regolamento che ci hanno consegnato quel giorno le tabelle con i punteggi delle prove mi sono resa conto di essere fuori standard, tanto più che tra le 6 concorrenti presentateci (su 7000 iscritti in palestra…mah) c’era pure la donna bionica!
Volevo scappare…ma alla fine sono rimasta , grazie anche ai miei sostenitori (Paola e Massimliano, pseudo mio personal trainer) e.ce l'ho fatta! non a vincere sia chiaro, ma a partecipare e portare a termine le 3 prove!! e per me è già una vittoria! In più ho superato i miei record personali e per questo sono contenta...anche se potevo fare di più!!Sabato ci sono state due prove: sollevamento pesi su panca piana e corsa sul tapis roulant di 3 km. Sulla panca ho fatto un pò schifino visto il mio scarso allenamento…ma il mio personal trainer mi ha trascurato. Nella corsa invece ho impiegato 2 minuti in meno di quanto facevo di solito e sono contenta!! Domenica invece si è svolta la prova di nuoto. Per fortuna era il mio cavallo di battaglia e sono andata meglio...e in questa prova ho battuto anche la donna bionica!!certo potevo fare di più...ho accelerato troppo nelle prime 3 vasche e poi ho dovuto rallentare per non morire!!
Nella classifica finale sono arrivata ultima, per uno strano calcolo pesato con l’età e sulle tabelle con i tempi minimi, ma l’importante è che mi sono divertita e per la mia prima gara in 30 anni sono soddisfatta!!

martedì 27 ottobre 2009

Lezioni di cioccolato


Anche questa volta un concorso mi ha regalato una splendida opportunità: la possibilità di partecipare gratuitamente a una lezione di cioccolato nella famosa scuola del cioccolato della Perugina con un vero maestro cioccolatiere. Si, proprio come nel film “Lezioni di cioccolato” con il bellissimissimo Luca Argentero.
Il corso, che si e' protratto per l'intera mattinata, si e' tenuto appunto a Perugia in una sala della fabbrica dedicata a queste attività. Tutto sembra essere pensato e creato apposta per insegnare e imparare l'arte del cioccolato ,perché di vera e propria arte si tratta! Ci sono 16 postazioni disposte a formare un rettangolo,compresa quella del maestro che troneggia sulle altre. Ognuna e' dotata di 2 fornelli in vetro ceramica,un piano in marmo sintetico e dei cassetti con tutto il materiale necessario alla creazione delle delizie.
Ore 9.30:tutte e 14 le vincitrici del concorso sono in postazione,con tanto di grembiulino che fa tanto cuoca provetta. E vai…si inizia! Dopo una breve spiegazione del maestro sulla produzione del cacao (coltivazione,luoghi,e fasi di lavorazione ) e dopo aver scelto ognuna il proprio stampo ci mettiamo all'opera. Mentre mettiamo a sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria prepariamo il ripieno del cioccolatino,che apprendo oggi chiamarsi ganascia. Ognuno sceglie i propri ingredienti: bisogna mettere 70 ml di liquido a scelta tra la panna o liquori vari. Io scelgo panna liquida,caramello e cocco. Sminuzziamo quadrati di cioccolato a latte, lo uniamo a quello fondente e insieme li mescoliamo alla panna (o liquore) che abbiamo portato ad ebollizione. Continuando a mescolare aggiungiamo gli altri ingredienti fino a quando non si ottiene un composto uniforme. Terminata la preparazione della ganascia la lasciamo riposare e ci dedichiamo alla creazione del guscio del cioccolatino .
Riprendiamo il cioccolato sciolto a bagnomaria: e' necessario temperarlo!e qui viene il difficile. Bisogna infatti portare la temperatura a 31 gradi (perché si tratta di cioccolato fondente, altrimenti la temperatura sarebbe stata diversa) tramite un procedimento manuale un po’ complicato ma divertente. Bisogna infatti versare il cioccolato liquido sul marmo (andrebbe bene anche una lastra d’acciaio), stenderlo con una spatola e poi riunirlo e continuare fino al raggiungimento della temperatura giusta, che misuriamo con un termometro. Il temperaggio è estremamente importante e se non viene fatto correttamente il cioccolatino si sbiancherà col tempo. Terminato il processo possiamo mettere il cioccolato nello stampo, farlo colare in modo far rimanere solo uno strato sottile che andrà a formare il guscio esterno. Una volta freddato e solidificato (per accelerare il tutto si può mettere lo stampo in frigorifero) è necessario riempire lo stampo con la ganascia preparata tramite la sacca a poche. Si chiude poi il tutto con un altro strato di cioccolato, facendo attenzione che la temperatura sia sempre quella giusta (altrimenti bisognerà riscaldarlo o se scaldato troppo temperarlo di nuovo). Si fa raffreddare tutto di nuovo e una volta pronto i nostri cioccolatini sono pronti!!et voilà! Si possono poi decorare come si vuole: cioccolato bianco, zucchero di canna…insomma si può scatenare la fantasia!!
E’ stato davvero divertente maneggiare il cioccolato, impastarsi le mani, leccarsi le dita e i baffi…ma soprattutto vedere un prodotto finito così delizioso e bello esteticamente creato con le mie mani! Io che poi non sono così brava in cucina…Infatti per fortuna che si sono foto e testimoni…altrimenti non ci avrebbe creduto nessuno che quelle fantastiche praline fossero state fatte da me!
Se volete approfondire andate su http://leamiche.donnamoderna.com/blogs/cioccolato2009
La vostra laureata “Artista del Gusto”
Simona

lunedì 12 ottobre 2009

La settimana del baratto


Dal 16 al 22 Novembre c'è un'interessante iniziativa: La Settimana Del Baratto.


Sarà anche questo frutto della crisi o una nuova forma di marketing? Non saprei. Comunque questo ritorno alle origini è davvero singolare. D'altronde il baratto è la prima forma storica dello scambio commerciale di beni.


L'iniziativa permetterà di soggiornare in diversi bed and breakfast che aderiscono all'iniziativa in cambio di servizi vari. Alcune delle strutture hanno avanzato alcune richieste, quali ad esempio collaborazione nella raccolta delle olive, aiuto in piccoli lavori di manutenzione, ma anche lezioni di informatica, di musica etc etc. D'altra parte diverse altre strutture sono ben disposte ad accettare proposte da parte dei clienti...quindi sbizzaritevi e contattate le strutture. Potete trovare l'elenco delle strutture al seguente link:


Noi abbiamo già contattato un B&B in liguria che aveva come richiesta la seguente: "dovrei fornire la mia struttura di impianto wi.fi, ma mi hanno chiesto una cifra esosa. Vorrei un consiglio fattibile a prezzo onesto."
Siamo in trattativa e credo che il baratto andrà a buon fine!!


Simona

mercoledì 7 ottobre 2009

La prevenzione è importante

Il cancro al seno uccide, ogni anno, 465mila donne in tutto il mondo.
La prevenzione è importante!
Sembra una di quelle frasi ad effetto ma non è così. E ve lo dice una persona che purtroppo parla per cognizione di causa. Non personalmente, ma la mia mamma. Lei ne ha avuti ben due di tumori al seno, doppia sfortuna…a distanza di 7 anni. Fortunatamente è ancora viva, anche se senza entrambi i seni… ma probabilmente se avesse fatto ogni anno le visite di routine non avrebbe sofferto tutto quello che ha sofferto. Decine di operazioni, dovute anche ai vari tentativi non andati a buon fine di ricostruzione, ma soprattutto la chemioterapia, ovvero il demonio. Io l’ho vissuto a lato, impotente, forse incapace di dare un vero supporto e aiuto morale; ma per quanto stessi a contorno ti travolge, ti toglie l’anima e la voglia di vivere. Invece deve essere proprio la voglia di vivere a spingere ognuno di noi a controllarsi. In proposito vi condivido questo simpatico video, che è uno spot per la campagna anticancro negli Stati Uniti e Canada. E’ un po’ particolare come video, ad alto impatto e ironico forse….ma l’importante è che il messaggio arrivi a destinazione!

venerdì 2 ottobre 2009

USA in 30 giorni


Un'offerta davvero interessante è stata lanciata quest'estate dalla compagnia aerea JetBlue: 599 dollari per un mese di voli illimitati per girare in lungo e in largo nel territorio statunitense. La promozione è andata naturalmente a ruba, tanto da costringere la compagnia a termiare l'offerta in anticipo rispetto a quanto stabilito. Da qualche giorno poi l'offerta è diventata "fruibile" e i vari acquirenti che si sono mesi in viaggio stanno documentando le loro più bizzarre esperienze su blog, siti e social network. Tra le tante, particolarmente interessante è l'avventura che stanno vivendo due giovani venticinquenni, Clark Dever e Joseph DiNardo, il cui piano prevede 24 voli per 28 città, 12 ore per città. Facendo una stima approssimativa il loro viaggio senza promozione sarebbe costato crca 10000 dollari.

E' possibile seguire la loro impresa sul sito http://www.twelvehoursinacity.com/


Simona

mercoledì 30 settembre 2009

Ligabue, Reporter per un giorno


Una telefonata da Milano. La comunicazione della vincita del concorso indetto da Vodafone Zero Limits "Ligabue, Reporter per un giorno". La vincita include accesso al concerto di Ligabue all'Arena di Verona del 27/09/2009, backstage, viaggio in treno andata e ritorno, pernottamento in hotel a Verona e il compito di realizzare un reportage sulle attività in Arena.
Tante aspettative sulla giornata che verrà. E naturalmente un pò di emozione e tensione per quello che penso che mi aspetta e quello che non mi aspetto che possa succedere.
Domenica mattina finalmente si parte in treno, freccia rossa prima classe, iniziamo bene. Peccato poi per la coincidenza persa a Bologna e 2 ore di attesa piene di nervosismo. Ore 17.22 finalmente arrivo a Verona. Un ragazzo simpatico e gentile ci viene a prendere e visto il traffico e il ritardo ci porta subito in Arena. Entriamo immediatamente nel vivo del backstage: pensavo di trovare scene di panico e follia, invece tutto si svolge tranquillamente. Forse perchè è già il quinto concerto...e sempre per lo stesso motivo credo che il soundcheck a cui assistiamo poco dopo non dura molto, qualche canzone accennata e via. In questo momento non si possono fare fotografie nè riprese: bisogna starsene buoni a osservare ed ascoltare. Fa comunque un certo effetto. Terminato il souncheck sui gradini dell'arena registriamo la prima parte del video che avete visto. Mi devo presentare. Sono un pò nervosa (...ma un motivo ci sarà Scherzo...) ma fra i consigli dei ragazzi della redazione di ligachannel che mi seguono e qualche frase che mi ero preparata mentalmente...qualcosa esce! e poi saranno pure servite a qualcosa le selezioni di donnavventura!!!Continuaiamo il giro per il dietro le quinte e alle 19 scatta l'incontro in camerino con il Liga. Qui niente telecamera ma almeno una foto la guardia del corpo ce la scatta. Giusto il tempo di farmi firmare il suo romanzo (che ho comparto la mattina in stazione e divorato durante il viaggio), due battute... e poi via, c'è altra gente in fila per il meet&greet. Nel camerino si respira un'aria un pò mistica: luci soffuse, incensi, frutta fresca...evidentemente così raggiunge la concentrazione per il concerto. Non è stato molto socievole e cordiale, ma comunque educato e disponibile.Terminato l'incontro mi aspetta l'intervista!! Inizialmente avevo creduto che sarebbe stata con il Liga stesso, ma invece mi aspetta Federico Poggipollini, il suo chitarrista. Contenta lo stesso!! anche se devo ammettere che non sapevo chi fosse...ma non gliel'ho detto naturalmente! I ragazzi della redazione mi hanno spiegato tutto...e suggerito qualche domanda...iol resto vie da sè! E' stato molto disponibile e simpatico...e carino. Peccato che terminata la registrazione non ci sia stato modo per scambiare 2 chiacchiere...ma il tempo è tiranno!! E bisogna raccogliere altro materiale.Altre riprese e il tempo scorre. L'ora del concerto si avvicina. Abbiamo giusto il tempo per andare in albergo (proprio dietro l'Arena) a depositare i bagagli, una cena veloce e poi pronti e carichi per cantare a squarciagola.
Lo spettacolo lo vediamo praticamente dal palco. I musicisti sono a 20 metri da noi...niente a che vedere con i posti lontanissimi a cui di solito sono abituata La location non può far altro che rendere il tutto più suggestivo...L'orchestra, i fuochi di artificio, le immagini che scorrono sopra il palco...tutto perfetto. 2 ore e mezza di spettacolo puro.23.30 il concerto finisce. Si registra l'ultima parte del video e via in hotel...dove crollo dopo pochi minuti, ancora incredula per quanto vissuto.
Ad essere sinceri me l'ero immaginata diversa la giornata: avevo capito che sarei stata io a fare foto e riprese, invece a questo ci hanno pensato i ragazzi della redazione. E' andata più che bene così... E' stato già abbastanza fare l'intervista al mitico Capitan Fede e registrare gli altri 2 brevi interventi. Davvero non mi lamento...anzi!! mi ritengo molto fortunata!
Simona

ps. ecco il video...ma non ridete troppo!




martedì 29 settembre 2009

Win for Life

La crisi si vede anche da qui. Win For Life, il nuovo gioco della Sisal che ha debuttato oggi. Il premio più importante è una reddita vitalizia di 4000 euro al mese per 20 anni, praticamente come avere uno stipendio "per sempre" senza lavorare. E se non è frutto di marketing questo, in un periodo economico come il nostro, dove la preoccupazione della maggior parte della gente, e della quasi totalità della gente che gioca, è arrivare a fine mese... Un'idea brillante, che toglie anche la possibilità a chi vince di non impazzire per essere diventato milionario, per non ricevere minacce, ma soprattutto per non far indignare nessuno davanti a vincite stratosferiche alla faccia della povertà.
Un aspetto positivo però ce l'ha: la percentuale erariale (23%) verrà interamente devoluta per la ricostruzione in Abruzzo. Almeno questo.
Lo conoscete già? Da oggi potrete giocarci tutti i giorni, con 10 estrazioni dalle 8 alle 20. Praticamente come mandare in rovina i malati del gioco...
Io comunque ci proverò, con moderazione, ma ci proverò...appena avrò capito le regole.
Simona

giovedì 24 settembre 2009

Roma No Limits

vi starete chiedendo di cosa sto parlando (se non avete già cliccato sul link precedente)...è una corsa tutta pazza che si svolgerà il prossimo 4 ottobre a Roma, per la prima volta in territorio urbano, mentre le precedenti 5 edizioni hanno avuto luogo tra i boschi di Anguillara. Ho appreso di questa manifestazione da una pubblicità pubblicata sul giornale Metro, che leggo tutte le mattine. Purtroppo non potrò partecipare perchè in qui giorni sarò a Palermo (per scoprire questa bellissima città dove quest'estate sono solo transitata e per portare il mio supporto alla mi squadra del cuore che in quei giorni giocherà là). Per me che amo lo sport e l'avventura questa corsa si prospetta davvero interessante. Si preannunciano, lungo i 18 km del percorso, ponti tibetani, fango, arrampicate..insomma un vero spasso che quest'anno mi perderò ma che spero qualcuno di voi mi racconterà come esperienza diretta. Quindi iscrivitevi e poi fatemi sapere!!
Simona

mercoledì 23 settembre 2009

a scuola di vita

ebbene si...si sono inventati anche questo! una scuola di vita, precisamente "The School of Life". Ho scoperto di quest'attività leggendo un articolo su una rivista e mi ha particolarmente colpito: per la serie "inventiamoci il lavoro". Si tratta di un particolare negozio che offre una serie di corsi che hanno come scopo quello di insegnarci a vivere in maniera migliore, lontani dallo stress e dall'insoddisfazione. E' stato aperto a Londra due anni fa e offre, in locali contemporanei e accoglienti, una libreria, corsi d filosofia, psicoterapia e una un'agenzia di viaggi alternativa.
Se ne volete sapere di più andate su http://www.theschooloflife.com/ .
Simona

martedì 22 settembre 2009

BMW Drive & Sail Experience

Sono qui a scrivervi per raccontarvi un’emozionante esperienza vissuta sabato scorso. Tutto è iniziato con una e-mail ricevuta da BMW Italia, in quanto iscritta alla loro newsletter, dove mi si diceva: “Convinti di fare cosa gradita, le abbiamo riservato la possibilità esclusiva di essere tra i protagonisti di BMW Drive & Sail Experience. Potrà provare le più prestigiose novità BMW con i piloti professionisti di Guidare Pilotare e partecipare ad un'esperienza di Match Race. Non è richiesta esperienza velica, saremo eventualmente lieti di farle vivere la prima emozione in barca a vela.BMW Drive & Sail Experience la aspetta a Scarlino (GR), il 19 Settembre.” Chiaramente chiamo subito il call center e confermo la mia presenza, dove purtroppo mi avvertono che non è possibile portare accompagnatori. Nei giorni seguenti ricevo la e-mail di conferma con il programma della giornata. 19 Settembre ore 9 mi presento puntuale al porto turistico di Scarlino con il mio accompagnatore non invitato Massimiliano, che ha comunque deciso di sacrificarsi nel viaggio (sacrificio che poi verrà ripagato). Le condizioni atmosferiche non sono delle migliori ma questo non ci scoraggia. All’accredito ci ricevono dei ragazzi molto gentili; qualche firma su dei fogli, numero della patente, badge bmw, qualche gadget e via a scegliere le macchine da guidare. La mattinata prevede infatti Test Drive sugli ultimi modelli BMW: X6, Serie M, Serie 3, Serie 6, Z4. Ci sono due carovane composte da 6 macchine ciascuna: su ogni macchina saliranno due partecipanti,i quali si alterneranno alla guida di macchina in macchina. Il giro, organizzato su strade provinciali nei dintorni, prevede infatti 4 cambi, e quindi ogni coppia proverà cinque vetture. Nella macchina che apre la carovana e in quella che la chiude sono presenti come passeggeri due piloti esperti che danno consigli utili nella guida, dettagli tecnici sulle macchine e informazioni via radio agli altri sul percorso da seguire. Prima di partire una piacevole sorpresa: i ragazzi organizzatori vedono Massimiliano che sta per salutarmi con la faccia sconsolata e…visto che non tutti si sono presentati gli propongono di partecipare!! evvai!! Sulle macchine può salire come passeggero ma poi gli cederò alcuni dei miei turni di guida. Dopo 300 km di strada fatta mi sembra il minimo. Non potremmo essere più contenti. Terminate dunque tutte le formalità ci addentriamo nel porto turistico diretti al bar dove ci attende una ricca colazione (naturalmente offerta da BMW) in attesa del Briefing iniziale. Noi facciamo parte del gruppo giallo e siamo in tutto 24 persone. Il briefing, nel quale ci raccontano di quest eventi organizzati da BMW e ci danno dettagli ulteriori sul Test Drive, dura circa 15 minuti. Una volta terminato via alla guida delle macchine!! Inizio io salendo alla guida di una Serie 3 cabrio bianca. Abituata alla mia C1 devo dire che la differenza è grande, e non solo per il cambio automatico. Io non sono un’esperta di motori ma devo dire che apprezzo veramente le caratteristiche di quest’auto. Non sembra davvero di essere al vollante di una macchina tanto grande e tanto potente. Guido per venti minuti dopodiché si effettua il primo cambio. Saliamo una Serie M3 bianca cabrio e al volante va il mio compagno di gruppo. Guida come un pazzo ma devo dire che è stato davvero divertente; tra una inchiodata e un’altra per le curve che ci portano attraverso diversi paesini affascinanti della provincia di Grosseto arriviamo al successivo cambio. Ora bisogna guidare una splendida Z4 e decido di cedere il comando a Massi. A metà mattinata c’è tempo anche per un coffee break in un simpatico e campestre bar ristorante, dove ci ristoriamo a suon di pane e nutella!Successivamente saliamo su una Serie 6 cabrio e infine su un gioiello di tecnologia la 750 della serie 7, dove facciamo conoscenza con uno dei piloti esperti, che ci racconta della sua esperienza di Formula 1 e di vari aneddoti accaduti in altri eventi e presentazioni a cui ha partecipato. Facciamo ritorno al porto verso le 13. Nell’elegante ristorante della struttura ci attende uno sfizioso pranzo self service a base di pesce. Devo dire che BMW davvero cura ogni dettaglio, gentilezza e simpatia inclusa. Nel frattempo dal punto di vista meteorologico la situazione migliora: il sole fa capolino fra le nuvole e anche il vento, fondamentale per il nostro pomeriggio velico, inizia a farsi sentire. Durante il pranzo facciamo amicizia con diversi altri protagonisti della giornata. Siamo tutti emozionati per la magnifica esperienza che ci aspetta, indipendentemente dall’esperienza in mare di ognuno (molto bassa nel nostro caso). Saremo infatti protagonisti di un vero e proprio Match Race!! Ossia una regata combattimento fra 2 imbarcazioni identiche, avendo come timonieri dei campioni internazionali, tra i quali Roberto Ferrarese e Mauro Pelaschier, coach nell’ultima coppa America di +39 e Mascalzone Latino. Alle 15 inizia il Briefing, durante il quale, fra risate e battute, si formano le squadre e tentano di darci, a coloro che ne sono proprio digiuni, qualche nozione di vela e in particolar modo di match race. A dir la verità non ci capiamo molto se non che faremo parte io e Massi, insieme a Eleonora e Alessandro (almeno lui con esperienza velica) di un team che guidato da Giuseppe, il nostro grande timoniere, sfiderà niente meno che la squadra capitanata da Mauro Pelaschier. La nostra imbarcazione è la numero 8. Saliamo e Giuseppe cerca di distribuire i compiti: Ale alla randa, io e Massi al fiocco ed Eleonora alla bandierina per chiedere le penalità all’arbitro. Si parte subito: il funzionamento del match race con le sue regole è abbastanza complesso, quello che è chiaro è che il vincitore sarà al meglio di 3 match. Noi cerchiamo di seguire tutte le indicazioni di Giuseppe, anche se a volte non è facile. Virata dopo virata, e con qualche strambata, perdiamo il primo match. Ma niente è perduto. Questo ci è servito per creare la squadra e cercare di sincronizzarci. Infatti non ci crederete mai ma gli altri due match li vinciamo!! Ebbene si, abbiamo vinto contro Mauro Pelaschier!! Che sentiamo inveire contro il suo team! Per questa vittoria sono piena di lividi sulle gambe per passare da una parte all’altra della barca e Massi ha le stigmati sulle mani per cazzare le corde…ma siamo soddisfatti! E’ stato veramente divertente e sicuramente un’esperienza che difficilmente si ripresenterà.Ormai la giornata è finita…dopo alcune foto di rito e l’ennesimo coffee break con il sorriso stampato sulla faccia ci dirigiamo verso la nostra macchina (sognando però una bella BMW) e ci mettiamo in marcia verso Roma. Altri 300 km ci aspettano ma questa volta davvero non pesano.Grazie BMW!!!
Simona

il primo post: quel che sarà...sarà!

Ed eccomi qua! Finalmente mi sono decisa ad aprire il blog dopo il sondaggio lanciato su facebook per scegliere il nome. Ringrazio tutti gli amici che hanno inviato il loro contributo, ma alla fine ho scelto il prima che mi era venuto in mente in una noiosa giornata lavorativa di Agosto chiacchierando con i miei colleghi di stanza.


wwwww


chi dove quando cosa perché


perché questo blog risponde alla mia vena creativa di questo momento, alla mia voglia di scrivere…e pensare che al liceo odiavo scrivere i temi di italiano, ma forse perché mi obbligavano a scrivere un’opinione su argomenti per cui un’opinione non l’avevo oppure non volevo esprimerla, convinta spesso che non sarebbe stata compresa. Vi scriverò un po’ di tutto, soprattutto ciò che di giorno in giorno colpirà la mia attenzione…sperando di non annoiarvi troppo!! A presto

Simona